martedì, Novembre 24, 2020
Home Psicologia Covid-19: quando il virus non è solo pandemia

Covid-19: quando il virus non è solo pandemia

Quarantena come amplificazione degli stati emotivi.

Hubei, 17 Novembre 2019. Primo caso riconosciuto di infezione da Sars-Cov-2. Quello che sembrava essere un problema legato esclusivamente alla lontana Cina, si trasforma nell’arco di pochi mesi in una pandemia mondiale. 

Un virus nuovo, sconosciuto, paralizza e stravolge la vita di migliaia di persone. La rapidità e l’aggressività che lo contraddistinguono sono da subito evidenti così come il fatto che la vita di ogni cittadino non sarà più la stessa. Tutto si ferma: scuole, uffici, serrande abbassate. Le istituzioni impongono il distanziamento sociale in quanto la negligenza dell’altro potrebbe trasformarsi in qualcosa di estremamente pericoloso, mortale.

Periodici e notiziari diffondono notizie angoscianti: un abbraccio, un bacio, una semplice carezza assumono una connotazione contraria rispetto alla loro natura. Guanti e mascherina diventano indumenti necessari da indossare mentre paura, stress, angoscia, rabbia sono emozioni da gestire e con le quali convivere.

Difficile da controllare è il dolore: quello legato alla perdita di un proprio caro che, a causa del momento che si vive, non può ricevere le attenzioni e il conforto adeguato, generando ulteriormente un senso di colpa nei confronti di chi deve lasciarlo andare. Un lutto nel lutto dunque, quello che si vive a causa dell’isolamento dovuto al Covid-19.

Famiglie spezzate e coniugi rimasti soli, infermieri costretti a passare un telefono fingendo che tutto vada bene ma con una realtà ben diversa davanti agli occhi. Tutto è molto asettico, a tratti astratto e fondamentalmente di nessun aiuto poiché l’unica strada per superare un lutto è viverlo.

Ci troviamo davanti a una gestione particolare del dolore legato a una situazione di stress eccezionale che, in quanto tale, molte persone non riescono a gestire precipitando in una chiusura personale che porta l’essere stesso alla deriva. La “soluzione” proposta da alcuni psicoterapeuti consisterebbe nel vedere la morte come compimento naturale della vita.


Riferimenti:

 

 

 

Rispondi

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisment -

Most Popular

Valerio Todini: studente amato

Giovane talentuoso autore, ci ha lasciato. Un ragazzo speciale, curioso e creativo, dalle scelte audaci e non scontate. L’Istituto Armando Curcio si stringe al cordoglio della...

Fakecracy e over-verità: la “pseudoconoscenza”

Fakecracy e over-verità: facce della stessa medaglia La nostra era sembra essere il prodotto della post-verità, ossia una verità che rifiuta la certezza dei dati...

Il racconto del virus: da infopandemia a pancomunicazione

Il Coronavirus rappresenta il grande nemico che il mondo sta affrontando in questi ultimi mesi. Una questione che si dirime tra misure mediche emergenziali...

Mantenimento e rottura di un legame affettivo

«L’amore è l’unico modo per cogliere un altro essere umano nel nucleo più intimo della sua personalità» (Frankl, 2012). La ricerca di un senso e...

Recent Comments

Questo contenuto è protetto, condividilo con i pulsanti di condivisione. Grazie!